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Dwight L. Moody

Predicatori


Dwight L. Moody (1837-1899)

Dwight Lyman Moody disse: «Sono l'uomo più sopravvalutato d'America» ai giornalisti nel 1870, dopo aver tenuto con successo le sue riunioni di risveglio a Philadelphia e a New York. Egli chiamava sé stesso «solo un portavoce e l'espressione di una profonda e misteriosa onda di sentimenti religiosi che stava attraversando la nazione». Ed è una vera meraviglia che Dio abbia usato Dwight Moody per propagare quest'«onda misteriosa». Spesso Moody reagiva bruscamente verso persone e piani, arrivando addirittura a lasciare il comitato del suo promettente Istituto Biblico di Chicago; oppure in un'altra occasione, ad offendere i leader durante una campagna evangelistica. La sua iniziale sfrontatezza nell'evangelizzazione gli aveva fatto guadagnare il titolo di «Moody il pazzo». Non fu mai ordinato al ministero. Infatti non aveva nessun titolo universitario e non aveva mai frequentato un'università. Errori di pronuncia costellavano le note dei suoi sermoni, e le lettere ad amici e parenti contenevano errori grammaticali sufficienti a far scuotere la testa agli insegnanti vittoriani d'inglese. Malgrado la sua poca educazione e le sue maniere rozze, Moody presentò il Vangelo a più di 100 milioni di persone durante i suoi 40 anni di ministero. Come riuscì a colmare queste sue lacune? In ogni cosa che faceva Moody cercava con umiltà la guida del Signore.
Dio usò Moody dal cuore tenero. Dopo essere ritornato da una campagna evangelistica di successo di circa due anni in Scozia, Irlanda e Inghilterra, l'evangelista iniziò un viaggio di circa tre anni negli Stati Uniti, predicando nelle grandi città così come nelle piccole. Parlò nei depositi dei binari abbandonati, in chiese grandiose, ed anche all'aperto. Cominciò a Brooklyn, New York, in una pista di pattinaggio che era stata decorata per l'occasione. A Philadelphia, lo stadio ospitò circa 12.000 persone in ogni riunione e spesso era già stracolmo un'ora prima dell'incontro.
Il giovane Moody ebbe questo zelo per le anime fin dalla sua conversione. Sesto figlio di Edwin e Betsey Moody, perse suo padre all'età di quattro anni e si trasferì a Boston all'età di diciassette anni per diventare un venditore di scarpe. Moody lavorava per suo zio, Sam Holton, che insistette perché il ragazzo frequentasse la chiesa congregazionale di Mt. Vernon. Qui egli ascoltò per la prima volta il Pastore Edward Kirk, che predicava con «fiera eloquenza» e che «riusciva a sciogliere i peccatori induriti e portarli al ravvedimento ed all'amore». Un giorno il monitore della scuola domenicale di Moody, lo andò a visitare sul posto di lavoro dove lo trovò sul retro che impacchettava e sistemava scarpe. Edward Kimball, così si chiamava, mise le sue mani sulle spalle curve di Moody e, guardando il giovane negli occhi, gli chiese di venire a Cristo, «che ti ama e che vuole il tuo amore, e che dovrebbe riceverlo».
La mattina dopo Moody si svegliò in una città diversa. «Il vecchio sole risplendeva in un modo come mai prima di allora. Mi sembrava che stesse sorridendo solo a me; e mentre camminavo per Boston e sentivo gli uccelli cantare sugli alberi, pensavo che stessero cantando una canzone solo per me… Non avevo amarezza verso le altre persone, ed ero pronto a mettere nel mio cuore tutti gli altri esseri viventi».
Il suo zelo per le anime lo portò a lasciare il suo lavoro nel 1860 per entrare a tempo pieno nell'evangelizzazione, anche se l'anno precedente era riuscito ad avere un guadagno di $ 5000 solo di commissioni sulle vendite. Si concentrò così solo sull'evangelizzazione per le strade attraverso l'YMCA, dove servì come presidente a Chicago nel 1860 e per il quale raccolse i fondi per costruire la Farwell Hall.

A volte le persone ridicolizzavano Moody per la sua fede fervente. Una volta chiese ad un uomo appoggiato ad un lampione: «Sei un cristiano?» Lo straniero lo maledì, gli disse di farsi i fatti suoi e più tardi disse ad un amico che l'evangelista lo aveva insultato. Tre mesi dopo Moody arrivò inciampando fino alla porta di casa sua, per l'insistenza di qualcuno che bussava dopo mezzanotte. «Lì davanti c'era lo straniero che avevo fatto arrabbiare vicino al lampione, che diceva di non avere pace, e mi pregava dicendo: "Dimmi cosa devo fare per essere salvato!"»
In quel tempo Moody aveva fatto il voto di non far passare il giorno senza aver parlato almeno ad una persona di Cristo.
L'evangelista si rammaricava di una sola cosa nella sua vita, e questa era di non aver chiesto, la sera dell'8 ottobre 1871, cioè la sera del grande incendio di Chicago, alla congregazione riunita, di ricevere Cristo come proprio Salvatore. Quella sera Moody aveva predicato al maggior numero di persone mai riunite a Chicago. L'argomento della sua predicazione era: «Che farò dunque di Gesù detto Cristo?» Una volta terminato, aveva chiesto ai presenti di considerare la domanda e di trovare una risposta per la domenica successiva, quando sarebbero tornati. Ma non tornarono. Le sirene dei pompieri suonarono mentre si stavano alzando dalle sedie, l'edificio bruciò e la congregazione scappò disperdendosi.
Ventidue anni dopo, nel giorno dell'anniversario dell'incendio, Moody predicò ad un'altra congregazione dicendo: «Ho guardato in mezzo a tutti voi e non c'è nessuno qui stasera che appartenga alla congregazione alla quale ho predicato quella sera. Una lezione che ho imparato quella sera è che devo predicare per imprimere Cristo nelle persone e devo cercare di portarle a prendere una decisione nello stesso momento».
Moody iniziò la sua prima campagna d'oltreoceano lentamente nel 1873, con poco riscontro a York e Sunderland, Inghilterra. Ma a Newcastle le cose cambiarono. Le partecipazioni subirono un rialzo e Moody cominciò con successo ad inserire alcune novità: una stanza appartata dove le persone che avevano risposto alla chiamata potevano essere consigliate; riunioni speciali, incluse quelle per le donne e per i bambini; informazioni riguardanti i suoi impegni nelle varie chiese locali, in modo che i nuovi convertiti potessero invitare amici e parenti.
Successi più grandi l'aspettavano in Scozia. Durante i 5 mesi in Scozia i suoi messaggi erano brevi se paragonati ai sermoni ai quali le varie chiese locali del tempo erano abituate; egli presentava il Vangelo in modo semplice, con storie illustrate ed umoristiche per mantenere l'attenzione costante.
Moody presentava con efficacia anche l'ira di Dio, invitando così gli ascoltatori a meditare sulla bontà di Dio e sul Suo perdono. Continuava comunque a chiamare il peccato «corrotto», «nero» e «vile». «Fortunatamente, la caduta di Adamo ci ha rivelato l'amore di Dio», spiegava Moody. «Se il tuo peccato si mette davanti a te come una montagna scura, ricordati che il sangue di Gesù purifica da ogni peccato». I quattro mesi di Moody a Londra furono l'apice del suo tour in Inghilterra. La sua enfasi sull'amore di Dio era in contrasto con la condanna infernale degli evangelisti che lo avevano preceduto. «Egli esultava nella grazia gratuita di Dio», citava un osservatore. «La sua gioia era contagiosa. Gli uomini balzavano fuori dalle tenebre, entravano nella luce, e da quel momento cominciavano a vivere una vita cristiana». L'arte oratoria di Moody era potente, anche se la sua esposizione era indistinta e il suo ritmo veloce. Suo malgrado, questo suo esprimersi in modo perentorio e categorico, condito con aneddoti, catturava immediatamente l'attenzione degli ascoltatori. Forse fu proprio questo stile rapido e mozzato a catturare l'attenzione delle folle, le quali ascoltavano l'evangelista che li confrontava con il Vangelo. Nel 1880, l'istruzione venne aggiunta come strumento per l'evangelizzazione... Moody fondò l'Istituto Biblico di Chicago e la scuola secondaria di Northfield per preparare gli studenti al ministero nelle città. Nel 1881 fondò la Mount Hermon School, una scuola per soli ragazzi, mentre il suo Seminario di Northfield per sole ragazze, costruito due anni prima, contava già 100 studentesse. Il suo lascito più importante fu l'Istituto Biblico Moody (originariamente l'Istituto Biblico di Chicago), che ha mandato più di 6.000 missionari in terra straniera. L'evangelista sfidò i suoi sostenitori a raccogliere fondi fino a $ 250.000 per provvedere un fondo operativo che desse all'Istituto l'opportunità di offrire un insegnamento gratuito. Egli era sicuro che Dio avrebbe provveduto i fondi necessari. «Dio non ha mai operato alcunché senza aver già provveduto agli uomini l'abilità di portarlo a compimento», disse ai suoi sostenitori nel 1886. Moody infiammava i credenti con zelo per Cristo. Attraverso di lui, sette giocatori di cricket inglesi, tutti uomini di grande preparazione atletica, stato sociale e posizione finanziaria, dedicarono la loro vita alla missione in Cina. I sette di Cambridge portarono molti altri studenti universitari a Cristo con il loro messaggio prima di imbarcarsi per la Cina. Uno di questi sette, Charles Thomas Studd, fondò la Crociata per l'Evangelizzazione Mondiale, un comitato missionario a capo di circa un migliaio di missionari. Più tardi Moody tenne una conferenza biblica a Northfield alla cui conclusione cento studenti si impegnarono per le missioni internazionali. Nel giro di un anno, più di duemila studenti si unirono per quello che sarebbe diventato il Movimento Volontario degli Studenti Cristiani per il servizio d'oltreoceano. Anche se Moody fu l'organizzatore del Movimento, egli lasciò ad altri la conduzione. «Il mio lavoro consiste nel cominciare a muovere le cose», disse semplicemente. E Moody, l'evangelista diretto ed esplicito,fece veramente muovere le cose nelle vite dei poveri, dei giovani e delle masse, introducendoli al Vangelo. Anni dopo la morte di Moody, suo figlio Paul scrisse come trovava meraviglioso «l'uso che Dio fece di lui malgrado le sue limitazioni». In Moody, Dio usò qualcuno che, malgrado i suoi limiti, era disposto a fondare scuole bibliche, ispirare missionari, e vincere migliaia di anime per Cristo.


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